“AD ASCOLI UNA BOMBA INQUINANTE SILENTE” LA DENUNCIA DI PATRIZIA TERZONI

Ad Ascoli Piceno in un’area di circa 30 ettari adiacente al centro storico c’è “una bomba inquinante che esplode silente in ogni istante ma nessuno vede consapevolmente i rischi per l’ambiente e l’uomo”. Sono le parole usate dall’ASUR nella relazione in cui si descrive lo stato in cui versa l’area della ex-carbon, area ora di proprietà del consorzio RESTART. Nonostante questo campanello d’allarme che dovrebbe attivare ogni tipo di intervento nel più breve tempo possibile tutto tace. L’amministrazione comunale non coglie l’invito esplicito contenuto in quelle parole: bisogna intervenire immediatamente. Nell’area insistono capannoni abbandonati ricoperti di amianto che risulta essere in avanzata fase di disfacimento con presenza di fibre affioranti visibili ad occhio nudo e stalattiti. Questo si legge nella relazione dell’ARPAM Pesaro in netto contrasto con quanto invece riportato nel documento redatto dal Responsabile Rischio Amianto (RRA) nominato da Restart e che nella sua relazione dopo aver escluso la presenza di stalattiti e di fibre affioranti concludeva dicendo che la situazione non desta preoccupazione. L’area presenta tre emergenze che vanno affrontate ognuna coi suoi tempi: la messa in sicurezza dell’amianto che deve avvenire subito, la bonifica dell’intera area che deve avvenire nei tempi più brevi possibili e la scelta della destinazione futura dell’area stessa. Ascoli si distingue nel panorama nazionale per il suo 7,2% di non utilizzazione degli immobili di civile abitazione, un dato molto superiore alla media delle Marche che è di 4.7 e dell’Italia dove il dato si ferma al 5.7%. Questo aspetto dovrebbe essere tenuto in forte considerazione e dovrebbe escludere l’uso dell’area per la realizzazione di altre abitazioni a soli scopi speculativi. In merito a questo aspetto è intervenuto anche il famoso urbanista Paolo Berdini che afferma: “L’area Carbon sta dunque davanti ad un bivio. Essere condannata al destino di una cementificazione uguale a tante altre che hanno portato all’attuale gravissima crisi economica ed immobiliare o diventare un’occasione per un’intera comunità di ripensare i paradigmi di un nuovo sviluppo e per definire, proprio a partire da aree strategiche come la Carbon, il futuro di una comunità urbana e delle prossime generazioni.“ Cosa dire poi del fatto che in un incontro tenutosi ad Ascoli a inizio agosto 2014 il presidente della Regione Gianmario Spacca in relazione alle operazioni di bonifica dell’area ha affermato «C’è la disponibilità della giunta a sostenere il progetto con Fondi Fse (3 milioni) e Fesr (17 milioni) per circa 20 milioni di euro» ammettendo quindi che le spese per la bonifica dell’area ricadranno non su chi ha inquinato come stabilito dalla direttiva europea 2004/35, ma sulla collettività. Per questo ho presentato una interrogazione con la quale chiedo al Ministro dell’Ambiente e al Ministro della Salute di fare quanto di loro competenza per accertare la gravità della situazione verificando attraverso l’intervento del comando carabinieri per la tutela dell’ambiente e dell’Istituto Superiore di Sanità se la presenza delle polveri di amianto nelle matrici ambientali non abbia già nel tempo provocato danni all’ambiente e alla salute dei cittadini ascolani che abitano nei pressi di quell’area.

Patrizia Terzoni – M5S

 

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