SILVA: “ONCOLOGIA DI FABRIANO CENTRO D’ECCELLENZA”

Superare la cortina del terrore di imbattersi nel “brutto” male che spaventa e agisce in modo subdolo ed inaspettato è necessario per intraprendere con coraggio un cammino di guarigione. Il cancro colpisce indifferentemente tutte le fasce di età, la cronaca degli ultimi mesi ha lanciato un forte grido di allarme che ha suscitato nella popolazione, anche locale, un senso di smarrimento e paura. Ma dal cancro il 65% dei malati è riuscito a guarire grazie alla prevenzione e all’adesione allo screening. Abbiamo incontrato la dottoressa Rosa Rita Silva, direttore dell’Unità Operativa di Oncologia Medica Area Vasta 2 Asur Marche per un approfondimento sulla situazione tumori nel nostro territorio.

Dottoressa, Fabriano è un centro oncologico di eccellenza: in cosa ci contraddistinguiamo?
Siamo riusciti a costruire intorno al paziente ed alla sua famiglia un percorso assistenziale a 360 gradi, dalla diagnosi fino alle fasi più difficili della malattia, con l’obiettivo di non far sentire un senso di abbandono durante il cannino terapeutico. L’assistenza oncologica up to date, l’umanizzazione delle cure, il lavoro di un’equipe professionale, l’integrazione tra cure attive e palliative, il supporto dei volontari dell’Associazione Oncologica Fabrianese, il particolare riguardo agli aspetti psicologici, all’alimentazione, unitamente a rendere gli spazi ospedalieri accoglienti e non asettici, permettono ai pazienti di sentirsi a casa. Per questi motivi Fabriano è considerato un centro di eccellenza ed è la prima struttura oncologica della Regione Marche a ricevere l’accreditamento dell’ESMO (European Society of Medical Oncology).
In quale ambito dobbiamo ancora migliorare?
E’ necessario lanciare una nuova sfida: l’integrazione in Area Vasta, immaginare un’oncologia trasmurale per creare un percorso condiviso tra tutte le principali strutture. Sarebbe importante riuscire a costituire gruppi multidisciplinari di patologia con lo scopo di riunire intorno al paziente tutte le figure mediche su un piano orizzontale, coordinate nella cura, per snellire il percorso terapeutico.
Dai dati in vostro possesso e dal monitoraggio effettuato com’è ad oggi la situazione tumori nel territorio?
Purtroppo la regione Marche non ha un registro tumori, essenziale per poter stilare un rapporto aggiornato tra incidenza di tumori e prevalenza nelle varie aree territoriali. Possiamo dire che l’incidenza è aumentata ma i decessi si sono ridotti.
Come vive umanamente il rapporto con i suoi pazienti? Si riesce a trasmettere speranza a chi vive a contatto con la malattia e lo stress psico-fisico delle cure?
Essere oncologo medico è per me una professione fantastica perché permette di coniugare la conoscenza, il piacere della ricerca, la sfida, la possibilità di percorrere con il paziente il cammino di cura e saperlo sostenere dando speranza nei momenti più difficili in cui cambiano gli obiettivi.
Quanto è importante la prevenzione per combattere i tumori?
La prevenzione primaria e secondaria sono fondamentali. Nella primaria l’attenzione all’alimentazione, al fumo, alla salubrità dell’ambiente sono necessarie per cercare di eliminare le cause dell’insorgere della malattia. Nella secondaria la sensibilizzazione alla prevenzione ed allo screening permettono una diagnosi precoce che ha già ridotto la mortalità per diverse tipologie tumorali come quello alla cervice uterina, alla mammella ed al colon. Saper ascoltare il proprio corpo e consultare il medico ai primi segnali di allarme è fondamentale. Il cancro non deve mettere paura, si può curare e anche sconfiggere.
Quanto conta il lavoro di equipe nel percorso terapeutico del paziente?
Mi sento di ringraziare l’equipe assistenziale costituita da medici oncologi, infermieri, psicologi , assistenti domiciliari e volontari che quotidianamente lavorano con me in sinergia, essenziale per fornire al paziente tutta l’assistenza doverosa e necessaria.

Gigliola Marinelli

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