…AL PD PRESCRISSE IL FATO ILLACRIMATA ACCIACCATURA

Era prevista pioggia, invece è arrivata una roba a metà tra un monsone e l’uragano Katrina. Oltre al Tevere  è tracimato pure il Po, e il PD sembra Dresda dopo i raid della USAAF del ’45. Renzi ha spedito Nicodemo a fare scorta di Algasiv: dopo la pagaiata sulle labbra di domenica notte potrà mangiare solo semolino liofilizzato da qui al referendum di ottobre. Tutt’altro umore invece a casa D’Alema: appresi i risultati, “baffettino” ha riempito la Jacuzi di Mojito e da 48 ore è lì che tracanna a ritmo di White Stripes a palla (Po-poppo-po-po! Po-poppo-po-po!): su Bet and Win la sua cirrosi epatica ormai è data a 1,02. Sul Colosseo e sulla Mole Antonelliana  campeggiano le 5 Stelle, sul Nazareno compaiono a mezz’asta solo 5 stecche: all’ingresso della diroccata sede PD, la crocerossina Picierno distribuisce fiale di morfina alte più del ciuffo ribelle di Cesare Damiano e bende ricavate dalla Sindone di Palmiro Togliatti, custodita gelosamente in un caveau per 50 anni fino all’arrivo di Renzi, che l’ha trasformata in stuoia di emergenza per i pisolini durante le ospitate tv di Rosy Bindi. I morti carreggiano i feriti tra le rovine “Dem”, in attesa dei funerali solenni che si celebreranno dopodomani in occasione della direzione del partito (sempre che l’ossario di Piero Fassino arrivi in tempo). Il rito funebre verrà officiato monsignor Gianni Cuperlo e dal cardinal Pierluigi Bersani, alti prelati della minoranza nazarena, coadiuvati dal chierichetto Roberto Speranza (nomen omen). I capelli rosso fosforescente di Valeria Fedeli fungeranno da luce perpetua, vecchi ramoscelli di Ulivo prodiano e appassite Margherite rutelliane accompagneranno il feretro del partito sulle note del Requiem scritto di pugno da Jovanotti e recitato per le esequie dai menestrelli televisivi Fabrizio Rondolino e Maria Teresa Meli. Le spoglie democratiche verranno poi cremate dai due mastri fuochisti Giovanni Malagò e Luca Cordero di Montezemolo con la fiamma olimpica, e le ceneri sotterrate ai piedi di un Quercia risalente all’epopea del PDS occhettiano. La Leopolda sostituirà il Corpus Domini, e come epitaffio sarà utilizzato un datato tweet della Boschi, per ricordare i tempi felici.

Poi si tenterà di tornare alla normalità. Stefano Esposito verrà incaricato di rubare rame sui binari della metro C per fermare i convogli e creare disagi ai pendolari. Orfini e Franceschini verranno spediti a Malagrotta con due tir autosnodati per recuperare pestilenziale immondizia dell’epoca di Traiano, da riversare poi in modo capillare lungo le vie Aurelia, Cassia e Flaminia. E ancora: Marianna Madia verrà piazzata dentro l’Ara Pacis con un camion bar abusivo. Andrea Romano sarà infiltrato tra i vigili e avrà il compito di imbastire scioperi ad hoc nei giorni nevralgici (tipo derby Roma-Lazio e concertone di Capodanno). Infine Gennaro Migliore è in pole per coordinare un team di borseggiatori minorenni distribuiti sui bus in partenza da Termini.

Il tutto per pochi giorni. Giusto il tempo necessario per poter gridare un sano e liberatorio “Raggi dimettiti!”.

Valerio Mingarelli

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