IPOTERMIA E RABBIA

Si continua a scavare all’Hotel Rigopiano. Intanto ci sono ancora famiglie senza elettricità e famiglie che attendono i loro cari: sono 5, infatti, i dispersi mentre le vittime sono 24. Diverse le cause di morte: schiacciamento, ipotermia e asfissia. Il punto.

L’emergenza continua

“Ci sono in alcune località disagi per le utenze elettriche, ma complessivamente siamo a fine gestione emergenza. Restano situazioni da perfezionare sulla viabilità locale perché c’è neve ancora in frazioni in quota con mezzi ancora a lavoro”. E’ quanto ha detto il direttore dell’ufficio emergenze del Dipartimento della Protezione civile, Titti Postiglione, parlando dalla Dicomac di Rieti. “Ripiegheranno grandi mezzi – anche gli elicotteri  sapendo bene che il sistema di Protezione civile è organizzato in modo tale che qualora dovesse servire saremo immediatamente pronti ad attivare gli assetti. In questi giorni hanno operato oltre quattromila mezzi – ha aggiunto Postiglione – con un picco di undicimila uomini, oltre tremila dei quali dell’Esercito”. (Ansa)

L’autopsia

Sono diverse le cause che hanno portato alla morte le persone rimaste uccise nel crollo dell’hotel Rigopiano. Secondo i risultati dell’autopsia eseguita sui corpi delle vittime, alcuni sono deceduti all’istante perché rimasti schiacciati nell’incidente, altri per una serie di motivi, tra cui, in prevalenza, ipotermia e asfissia. Lo ha confermato il pm Cristina Tedeschini che ha, inoltre, aggiunto do voler effettuare le atopsie su tutte le vittime dell’hotel Rigopiano: “Ci sono state molte richieste, anche pressanti, dei parenti delle vittime che vogliono la restituzione dei corpi, chiedendoci di evitare l’accertamento autoptico, che è un ulteriore passaggio doloroso. Il mio ufficio ha scelto come modalità operativa di accertare con assoluta precisione caso per caso cosa è successo”. Fino ad ora sono state effettuate 6 autopsie e altrettante sono quelle che ancora restano da effettuare.

“Evidenti incomprensioni nelle richieste di soccorso”

Per quanto riguarda la fase dei soccorsi e, soprattutto, le richieste di aiuto inviate dall’hotel, il pm, nel fare il punto sull’inchiesta in corso per disastro colposo e omicidio plurimo, ha spiegato: “Le telefonate registrate sono state acquisite, io le ho ascoltate e mi sembra evidente che ci siano state incomprensioni relative alle richieste di aiuto lanciate da Giampiero Parete e Quintino Marcella il 18 gennaio”.

Le esequie

I funerali di Marco Vagnarelli, 44 anni, una delle vittime dell’Hotel Rigopiano, travolto da una slavina, si dovrebbero svolgere sabato 28 gennaio, alle 10:30 nella chiesa di Sant’Egidio a Castignano (Ascoli Piceno), suo paese di origine. Lo ha detto Fulvio Vagnarelli, fratello di Marco. Al momento non si sa ancora nulla invece sul funerale della sua compagna Paola Tomassini, di 46 anni, che anche lei figura nell’elenco delle vittime identificate, originaria di Montalto Marche (Ascoli Piceno) dove vivono i suoi familiari, ma residente a Pedaso (Fermo). Marco Vagnarelli e Paola Tomassini sarebbero dovuti ripartire mercoledì mattina 18 gennaio dall’Hotel Rigopiano. L’ultimo contatto di Vagnarelli con i familiari risale alle 16:30 di quel giorno: in un messaggio al nipote aveva detto che stava rientrando in hotel, dove il telefono non prendeva. Durante la giornata aveva informato via WhatsApp il fratello dei ritardi nella partenza per colpa delle neve che aveva bloccato la strada.

La protesta a Roma

Tutti con la fascia tricolore per sostenere i propri sindaci e per rappresentare simbolicamente ognuno la propria comunità. Sit-in di protesta in piazza Santi Apostoli ieri a Roma di un nutrito gruppo di terremotati del Centro Italia riuniti nel comitato spontaneo di cittadini apartitici “Quelli che il terremoto…” nato in difesa delle popolazioni colpite. Tra gli striscioni esposti in piazza alcuni recitano: “Montanari sì, fessi no” e “Ad Amatrice la scossa, a Roma datevi una mossa”. “Siamo qui per manifestare la nostra amarezza – dice Peppe Mariani, imprenditore marchigiano di Roccafluvione, tra gli organizzatori della manifestazione – per come è stata gestita tutta questa emergenza. Siamo molto arrabbiati e per tanti motivi. Che fine hanno i soldi versati per solidarietà dagli italiani? Dove sono le casette e i moduli abitativi che ci avevano promesso? Non possiamo più aspettare chiacchiere e parole, vogliamo finalmente i fatti”. (Ansa)

Le dighe

“Abbiamo lavorato per la verifica della tenuta delle 40 dighe nella zona interessate dal sisma, dighe che vengono verificate di prassi ogni volta che si verifica una scossa di magnitudo superiore a quattro. E che quindi sono state ripetutamente verificate negli ultimi mesi. Sapete dell’incontro con ministro Delrio che ha asseverato lo stato intorno al bacino di Campotosto per prevenire i rischi ed evitare anche il diffondersi di voci incontrollate su rischi esagerati”. Lo dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni riferendo in Senato sulla situazione di emergenza nel Centro Italia. (Ansa)

Terzoni: “Sfollati esausti”

“Basta orpelli burocratici, strutture subito, tempi certi sugli interventi ed aiuti concreti ad allevatori, agricoltori e imprenditori in generale: fa leva su questi quattro punti il malcontento dei terremotati manifestato questa mattina in piazza Santa Santissimi Apostoli a Roma nel corso del loro pacifico e non politicizzato sit-in. Abbiamo incontrato una loro delegazione alla Camera dei Deputati insieme al Vice Presidente Luigi Di Maio e ai rappresentati di tutte le forze politiche. La vergognosa sequela di ritardi per le stalle mobili è solo una fetta importante del groviglio burocratico che rischia di dare il colpo di grazia agli sfollati di Marche, Umbria e Lazio, ai quali presto se ne aggiungeranno altri in Abruzzo. Come M5S lo ribadiamo: stop ai vuoti annunci. Curcio, Errani, i governatori delle regioni o chi per loro vanno messi in condizione di poter dare risposte concrete a queste popolazioni esauste senza più rimpalli di responsabilità. Gentiloni ha annunciato per venerdì un nuovo Decreto che vada ad implementare e raddrizzare il decreto sisma licenziato dall’esecutivo Renzi in autunno: bene, ma questa volta l’aleatorio deve diventare concreto. E soprattutto ogni intervento va inserito in un cronoprogramma preciso: giocare con la vita di queste famiglie non si può più. I sostegni alle attività produttive sin qui sono stati nulli: i fondi fermi nei vari ministeri vanno sbloccati tempestivamente. Questa è l’ultima chiamata”. E’ quanto afferma la portavoce del Movimento 5 Stelle presso la Camera dei Deputati On. Patrizia Terzoni.

Le stalle? Quando?

“L’allarme di Coldiretti, lanciato sulla base dei dati forniti dalla Regione Marche in merito alle realtà agricole marchigiane colpite dal sisma, è sconvolgente. A cinque mesi esatti dalla drammatica scossa dell’ormai tristemente noto 24 agosto, per gli allevatori con attività compromessa della nostra regione sono pienamente operative solamente due stalle mobili sulle 370 richieste. Praticamente lo 0,5% del totale: un ritardo scandaloso, nel quale vanno inclusi 150 moduli fienile necessari per lo stoccare il foraggio degli animali di cui non si ha praticamente più notizia.” Questa la conclusione dell’onorevole Terzoni.

a cura di m.a.

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