SPACCIAVANO NEL FABRIANESE, MINORI ‘MESSI ALLA PROVA’ DAL GIUDICE

Dodici ragazzini hanno spacciato, per alcuni mesi, tra il 2013 e il 2015 all’interno dei giardini pubblici Regina Margherita di Fabriano. Il quartier generale è stato un garage appartenente ai genitori di uno dei minorenni sorpresi con la droga. Dopo lunghe indagini effettuate dai carabinieri della Compagnia della città della carta, sono stati messi alla prova dal giudice del Tribunale dei Minori delle Marche. Un’azione educativa forte per togliere i giovani dalla strada e far comprendere la gravità della situazione. La ricostruzione è stata effettuata dai militari che hanno convocato, negli ultimi mesi, decine e decine di assuntori locali e tutte i giovani coinvolti con il gruppo di amici che aveva l’hobby della polvere bianca. I carabinieri, con una difficile attività investigativa durata molti mesi, sono riusciti a intercettarli, denunciarli e ricostruire tutta la rete dello spaccio. Ora per loro è appena iniziato un periodo impegnativo di messa alla prova: una serie di tutor-assistenti sociali monitoreranno le loro attività, dialogheranno costantemente con loro, coordineranno una serie di accertamenti medici per vedere il loro stile di vita, l’eventuale dipendenza da droga e la condotta. Se supereranno positivamente questi due mesi non avranno nessuna conseguenza dal punto di vista penale, altrimenti scatteranno le denunce. Le famiglie sono state già informate del provvedimento e spetterà anche babbo e mamma indirizzare il proprio figlio verso la via della legalità per evitare il processo vero e proprio, la condanna e l’iscrizione nel casellario giudiziario. Per altri, invece, si attende l’udienza alla presenza degli assistenti sociali che sono stati incaricati di predisporre progetti specifici per la messa alla prova.

Il monito dell’Assessore

Da sempre l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Fabriano, Giorgio Saitta, guarda al mondo giovanile e alla dipendenza dalle droghe con preoccupazione e ha organizzato incontri nelle scuole superiori per affrontare l’emergenza e ribadire la difficoltà nell’uscire da soli da questo tunnel. In più di un’occasione ha anche lanciato l’allarme: “I giovani – ha detto – sono convinti di poter gestire questo fenomeno e smettere di spacciare o consumare sostanze a loro discrezione. Non è così. Troppe famiglie, poi, si nascondono, non si accorgono del problema e non chiedono aiuto alle autorità competenti”.

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