“COINVOLGERE PIU’ GIOVANI ALLA CARITAS”

Più di quattromila persone residenti in Diocesi al centro di ascolto della Caritas nel 2016; solo 1.500 vivono a Fabriano. Senza considerare tutti quelli che entrano in sede in cerca di lavoro. E’ il bilancio effettuato da don Marco Strona (foto), direttore della Caritas, subentrato recentemente, dopo quasi 20 anni, allo storico direttore Edmondo Ercolani. E’ una delle nomine firmate dal vescovo Stefano Russo che ha preso possesso della cattedra vescovile lo scorso giugno. Don Marco, 33 anni, è già a lavoro per conoscere uno degli sportelli più delicati degli ultimi tempi. Con lui don Ruben Bisognin che ricopre l’incarico di assistente spirituale. “I sacerdoti sono tornati in Caritas – ha detto il direttore – in un periodo di crisi economica e occupazionale senza precedenti”. L’obiettivo del nuovo vertice dell’organismo pastorale della diocesi di Fabriano-Matelica è quello di coinvolgere tanti giovani nel servizio di volontariato, ascoltare le persone che hanno sempre più difficoltà, creare rete con le altre strutture sociali del territorio e creare spazi per l’integrazione. “Il lavoro più gravoso – ha detto don Marco – sarà quello di potenziare il centro di ascolto per discernere le nuove povertà e alternare questa missione alla distribuzione degli indumenti”. Insieme a San Vincenzo de Paoli, Market Sociale e Avulss, Caritas sta svolgendo un’opera importante per evitare la frammentazione della società sempre più spaventata e disorientata. In attesa della nuova sede in centro storico, don Marco ha tracciato la linea di lavoro. “Solo nel 2016 più di 4.000 persone provenienti dai comuni di Fabriano, Sassoferrato, Cerreto d’Esi, Genga e Matelica sono state al centro di ascolto. 1.500 sono di Fabriano. Tantissime persone, quasi quotidianamente, poi, vengono qui per chiedere lavoro. Caritas, però, non si occupa di questo aspetto”. Nella città con 5mila disoccupati, spaventa il futuro.

“E’ difficile – ha detto una volontaria – guardare impotenti alla disperazione di tante persone che non sanno arrivare alla fine del mese. Qui trovano un sorriso, una parola amica e un sostegno”. La solidarietà è la parola d’ordine. Un’opera che ha avuto sempre molto successo negli anni è quella della raccolta dei vestiti usati. Negli ultimi tempi, però, i vari cassonetti per il deposito degli indumenti sono stati tolti sia nelle frazioni che in diverse parti della città. Sono attive solo due postazioni. “Molte persone – ha precisato don Marco – non sono educate e depositano anche vestiario in pessime condizioni igieniche. Chi vuole donare vestiti per bambini o adulti può sempre venire in sede davanti alla chiesa di San Domenico, nel quartiere Piano, e consegnare la merce ai nostri volontari. Solo così possiamo far crescere il senso di educazione civile: la carità, infatti, va educata. Speriamo, poi, di potenziare i nostri servizi con l’arrivo di nuovi giovani che decidono di dedicare tempo a un’opera molto importante per il nostro comprensorio”. Previste, nei prossimi mesi, nuove iniziative oltre al corso per badanti che, negli anni, ha riscosso molto successo.

Marco Antonini

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