“CIAK….SI GIRA!!! CINEMA A FABRIANO, UN AMORE COSÌ GRANDE”

Della città non si perdono le memorie. Le memorie non sono mai banali, meritano rispetto perché fanno parte di noi, segnano dei passaggi e ci aiutano a capire i cambiamenti. La scomparsa di un’amica come Carla Acuti ha suscitato emozioni e fatto riaffiorare le memorie più vere, i ricordi e le sensazioni che pensavamo così, addormentate, in attesa di essere risvegliate dal susseguirsi degli anni e dai famigerati “cambiamenti” cittadini. Carla ha vissuto Fabriano in ogni sua sfaccettatura: la passione per il Fabriano Basket, per l’arte, per il Palio, per le Infiorate, lavorando sodo con i nostri Mastri Infioratori. L’osservazione della “ fabrianesità” di ogni ordine e grado Carla l’ha avuta da una postazione privilegiata….l’ingresso del cinema. Quella lucina fievole, circondata da un leggero alone di fumo di sigaretta, il monitor in bianco e nero sempre acceso e i biglietti da staccare per il prossimo spettacolo. Carla ti accoglieva con il sorriso e ti diceva:”Che film vuoi vedere monè? Tranquilla c’è ancora la pubblicità non è iniziato!”. E si entrava in sala, il fascio di luce bianca proiettato contro lo schermo, unica fonte di luce per non inciampare o cadere. Ammetetelo! E’ sempre stata la fobia di ognuno di noi cadere per le scale anguste del cinema! E le poltrone , scomode e strette, con quell’odore in sala di popcorn, olio di patatine in busta e pellicola bruciacchiata che lo distinguevi già salendo le scale.

Le sale cinematografiche

A Fabriano esistevano cinque sale cinematografiche: il Cinema Giano in via Cialdini, il Cinema Excelsior sotto il Loggiato San Francesco, il Cinema Montini in via Balbo, il Cinema Aurora in via Cavallotti e il Cinema Astra, ex Cinema  Ferroviario, dagli anni’70 solo per adulti, in via Castrica. Inutile discutere se il cinema in centro storico animasse o meno la vita cittadina. Sicuramente il passeggio, la cosiddetta “vasca” lungo Corso della Repubblica, subiva oscillazioni a frotte in base agli orari di uscita dai diversi cinema in centro. E da quell’aumento improvviso di passanti capivi che era finito lo spettacolo e magari si animavano i bar cittadini dove ci si confrontava sul film appena visto in sala. L’evoluzione del cinema Multisala ha sicuramente reso più tecnologico il cinema agli spettatori ma di certo la delocalizzazione in periferia ha fatto perdere ai fabrianesi il fascino della vita in centro, specie la domenica pomeriggio, momento dedicato alle uscite in famiglia e alla visione dei film al cinema. Ho messo in moto un sondaggio per capire quanto i nostri concittadini conservassero le memorie degli storici cinema fabrianesi ed il risultato è stato sorprendente ed anche commovente. I ricordi sono molto lucidi, conditi da un pizzico di umorismo e simpatia, specie riguardo l’unico cinema cittadino a luci rosse. Ma anche questo fa parte di Fabriano ed è giusto farne menzione! In molti rispondendo al sondaggio hanno ricordato Carla, per anni al botteghino del Cinema Giano, Excelsior e Montini.

L’emozione dei ricordi dei cinema Excelsior e Giano

Tra i ricordi dei fabrianesi il primo bacio dato da Sisa Pannella al cinema Excelsior  durante la proiezione del film“I Girasoli” con Sofia Loren e la prima sigaretta fumata di nascosto al buio della sala, come ci racconta Olindo Stroppa , mentre Renato Paoletti ricorda un particolare del cinema Giano dove il soffitto  aveva la possibilità di essere aperto nel periodo estivo, trasformandosi in un piacevole cinema sotto le stelle. Ma anche aneddoti simpatici come il “salto” compiuto da qualche spiritosone dalla galleria alla platea  dell’Excelsior, poi tanti ma tanti titoli di film da “La storia infinita” che Beatrice Berluti ricorda aver visto con tutta la classe delle scuole medie  con la sua indimenticabile colonna sonora che si canticchiava tutti insieme tornando a casa. E ancora “Balla coi lupi”, “Forrest Gump”e tanti altri colossal come “Titanic”, ci racconta Giacomo Balducci, trasmesso al Cinema Giano con la gente seduta sulle scale e in piedi in fondo alla platea, perché sold out. Un particolare ricordo, quello di Paolo Gentilucci, del nonno Francesco Agostinelli, detto Checchino, operatore di ripresa nei cinema cittadini e della signora Carla che lo faceva entrare gratis perché suo nipote. E anche Brunella, suo nonno faceva ai tempi la “maschera”, così si chiamava chi, a film iniziato, con la torcia elettrica ti segnalava i posti liberi. E ancora Fiorentina Codeluppi al cinema Excelsior dove, prima di salire le scale,  una signora vendeva le becche seduta su uno sgabello davanti ad un banchetto d legno. Sembra veramente un secolo fa! Mario Bartocci racconta:  “Il cinema più frequentato da me era l’Excelsior, sempre in platea,  dove costava meno. Alla galleria si accedeva da una porta dietro una cassa, una tenda rossa in cima alle scale segnalava la “discriminazione” fra quelli di sotto e quelli di sopra. Ricordo le urla di entusiasmo durante i film western all’”arrivo dei nostri” ma soprattutto il battere delle scarpe sul pavimento a sottolineare musiche ritmiche che suonavano sullo schermo e l’urlo di “pecorari” da coloro che dissentivano dal suddetto rumore! Poi c’era il Giano, ambiente discreto , penombra favorevole per baci e abbracci, talvolta il fiume suo omonimo, in un momento di cattivo umore, provvedeva ad allagarlo. Il Montini l’ho visto solo due volte, era il più bello come arredamento interno ed è un peccato che sia andato in rovina”. Emozionante anche il ricordo dell’attrice Paola Giorgi: ”Da sassoferratese i nomi Giano, Excelsior e Montini evocano subito la parola Cinema. Quando dirigevo il Teatro Gentile ricordo che con Carla Acuti avevamo inventato –Un weekend da spettacolo- promuovendoci a vicenda. Se il sabato sera andavi al cinema e la domenica venivi a teatro , mostrando il biglietto, avevi uno sconto. E viceversa”.

Il cinema Aurora e Gianni Lotti

Tanti sorrisi anche nel rammentare il Cinema Aurora, dietro la Chiesa di San Biagio, meta preferita dai bambini che andavano di sabato pomeriggio dopo il catechismo o la domenica. Il gestore era Gianni Lotti, personaggio particolarissimo, che cercava in tutti i modi possibili di mantenere il silenzio e l’ordine a queste frotte di bambini dispettosi che, emozionati, andavano a vedere i cartoni animati, ma anche i classici per bambini come “Piccole Donne”, “Maciste”, “Tarzan”, “Il corsaro nero”, “Heidi”, le saghe di Bud Spencer e Terence Hill. Ma soprattutto gli scherzi che Gianni Lotti doveva subire, specie a carnevale, con le fialette puzzolenti sparse in ogni angolo del cinema! Roberto Settimi ricorda che il parroco di san Nicolò, don Pietro, per i ragazzini che prestavano servizio in chiesa la domenica come chierichetti ricevevano in omaggio un biglietto del Cinema Aurora. Simpatico il ricordo di Elisa Conti che la domenica pomeriggio aiutava Gianni Lotti a caricare le “pizze”, termine popolare per indicare le bobine cinematografiche, nel proiettore del cinema Aurora, godendo la visione dei film dalla piccola finestrella. E ancora Luciano Robuffo, oggi Mr Revaivol’70, operatore di proiezione all’Aurora:”Il problema era che a quei tempi i proiettori erano macchine enormi che avevano la regolazione dell’intensità luminosa a carboncini, che bisognava tenere ben distanziati per evitare di oscurare il tutto.  Più di una volta ho mandato tutti a casa perché avevo avvicinato troppo i carboncini, con tutte le ire e gli improperi di Gianni Lotti!!”.

Il Cineforum e il cinema Montini

Particolare il ricordo di don Tonino Lasconi: “ Nel cinema Montini, con un bel gruppo di collaboratori come Michele Catapano e Renato Ciavola, organizzai il primo cineforum cittadino con esperti di cinema di fama nazionale (che qui facevano fatica a farsi capire perché quelli in sala sapevano tutto!). Fu un successo ma smettemmo per due motivi: primo, una signora mi chiese se doveva venire in abito da sera e secondo, diverse signore esigevano che non facessi partecipare i disabili della Buona Novella, perché facevano impressione. Tu però non eri nata”. Anche l’ex presidente Gian Mario Spacca ha lasciato un suo simpatico ricordo:” Cinema Montini, scene di caccia in bassa Baviera, cineforum autogestito primi anni ’70. Un critico severo e molto preparato, sicuramente d’eccezione, don Tonino Lasconi. Il problema è stato commentare un film avendo dormito tutto il tempo della sua proiezione!”Antonio Pesetti ricorda:”Negli anni ’50-’60 in città c’erano le grandi bacheche che pubblicizzavano i film della settimana. Il gestore del Montini, Alberto Magagnini, percorreva le vie della città con l’altoparlante montato sulla sua Topolino tipo A! Sempre negli anni ’50 al cinema Ferroviario(poi Astra) il giovedì, dal pomeriggio alla sera, trasmettevano due film e la visione di “Lascia o Raddoppia” di Mike Bongiorno su un piccolo televisore al costo di 50 lire a biglietto. Vere e proprie lotte per conquistare i posti con famiglie al completo con cena al seguito. Una grande folla immersa in un locale ad alta concentrazione di fumo e odore acre di sigarette. Nostalgia di una città e di un tempo passato”.

Sicuramente al ricordo dei cinema cittadini i nostri lettori hanno aggiunto tradizioni che seguivano la visione dei film nelle sale cinematografiche in centro, come la passeggiata per il corso, la sosta al Club sotto il cinema Giano, la merenda nella famosa pizzeria “Da Cesare” con pizza e cedrata e per chiudere degnamente la serata il gelato da Otello e al bar Storelli. Questa è la Fabriano che mi piace raccontare, quella Fabriano che risponde all’appello ed è ancora in grado di non lamentarsi ma di ricordare con entusiasmo ciò che l’ha resa felice Nella mia profonda convinzione che “si stava meglio quando si stava peggio” desidero riportare un commento che mi ha particolarmente colpito della signora Patrizia: ”Ogni film ci proietta ad un luogo e odori diversi a ricordi indelebili della nostra gioventù”. La risposta di Fabriano con questi ricordi lo conferma ampiamente. Ciao Carletta e grazie di tutto!

Gigliola Marinelli

 

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