I 60 ANNI DEL ROTARY CLUB FABRIANO

Se è vero che gli avvenimenti importanti vanno festeggiati quello del Rotary Club Fabriano ha ragione di essere stato tanto atteso. Il club della città della carta infatti ha spento le sue 60 candeline e per l’occasione nella giornata del 5 novembre è stato celebrato l’importante traguardo con un seminario, aperto alla cittadinanza, cui hanno partecipato non solo rotariani ma rappresentanti dell’associazionismofabrianese oltre alle Istituzioni cittadine con a capo, tra tutti, ilSindaco Gabriele Santarelli e il Vescovo S.R. Mons. Stefano Russo.

Nella suggestiva cornice della sala convegni dell’ex complesso San Domenico, in cui è ubicato il museo della carta e della Filigrana, si è tenuto il seminario dal titolo “IL ROTARY E L’ASSOCIAZIONISMO A SERVIZIO DELLA COMUNITÀ”. Ha aperto l’incontro un video provocazione su che cosa è e cosa fa il rotary, con immagini girate nel centro città, tra la gente e i giovani, e con brevi interviste ad alcuni soci. Il Rotary ha voluto così indagare se stesso, soprattutto dall’esterno, per capire se e come la propria attività è conosciuta sul territorio. Il Presidente del Rotary Club di Fabriano, Michela Ninno, dopo i saluti di rito, ha quindi introdotto i lavori. Con uno sguardo al passato, alle ragioni che hanno fondato il Rotary nel 1957 e ripercorrendo quanto fatto dal Rotary Club di Fabriano per la Città nei passati sessanta anni ovvero gli innumerevoli progetti portati avanti in contesti storici sicuramente diversi e segnati da una crescente ricchezza e benessere socio-economico e culturale, il Rotary del XXI secolo – ha sottolineato il Presidente- vuole continuare a essere incisivamente presente nel territorio fabrianese, in un momento storico segnato da meno benessere e da chiara crisi dei settori produttivi locali. Il Rotary, associazione appartenente per sua naturale collocazione nel mondo del terzo settore, si è voluto interrogare su quale ruolo assumeredopo sessanta anni di attività, sulle sue finalità e funzioni,oggi, nella considerazione primaria che è esso stesso associazione cittadina il cui service non può essere scisso, in modo alcuno, dal territorio per cui lavora. Per finalizzare al meglio la propria attività sul territorio necessita esplorare esigenze e bisogni dell’odierna realtà cittadina per porre l’azione associativa al servizio di bisogni reali, che vengono dall’esterno, quale il welfare che può essere sicuramente un campo di azione privilegiato per i prossimi anni.

Con il momento di riflessione proposto al pubblico si sono confrontati al tavolo seminariali relatori quali Francesco Merloni, socio fondatore del Club e testimone autentico del momento storico in cui l’associazione fabrianese è stata fondata, Lamberto Pellegrini, Coordinatore Ambito territoriale Sociale 10 che ha esplicitato con dati numerici la situazione del welfare locale e le sue criticità alla luce della mutata situazione storico-economica, Emmanule Pavolini,Sociologo, Professore dell’Università di Macerata che ha messo a disposizione i suoi studi sul welfare, Valerio Borzacchini, Governatore del Distretto 2090 del RI che ha contestualizzato l’azione rotary di oggi, il tutto coordinato da Antonio Pieretti, Professore emerito dell’Università di Perugia che ha moderato il seminario.

Questi alcuni interventi dei relatori. Francesco Merloni ha parlato delle origini di come e perché nacque l’associazione che conta sessanta anni. “Far parte del Rotary è stato da sempre bello e molto attrattivo – afferma l’On. Merloni – dovete sapere che l’associazionismo, durante il periodo del fascismo era vietato e lo stesso Rotary in tutta Italia venne chiuso. Ma come succede spesso nei momenti di difficoltà, tra di loro le persone condividevano un grande senso di solidarietà e voglia di fare. Seppur nei cambiamenti storici che stavano avvenendo sul campo politico, nel 1957 il Rotary Club di Fabriano è stato ricostituito e questo ha senza dubbio scandito un momento molto importante per il mondo dell’Associazionismo locale ed io sono soddisfatto di poter dire che c’ero.” Le relazioni sul tema “La forza della gratuità. La domanda di welfare nel territorio e la potenzialità delle reti di terzo settore” sono state svolte da Lamberto Pellegrini e dal Prof. Emmanuele Pavolini. Progettare e fare rete, così anche da far conoscere l’operato delle associazioni di terzo settore, è centrale in un’associazione moderna che tenga conto dei bisogni del territorio e che li conosce. Sicuramente i dati proiettati hanno contributi a dare l’immagine del welfare locale e a rendere l’idea di quanto ci sia da lavorare in questo settore ancora poco esplorato. Emmanule Pavolini ha invece messo in luce quanto importante sia l’associazionismo di un territorio e in un territorio: “L’associazionismo svolge un ruolo importante – afferma il Professore- rispetto a quello che comunemente pensa la gente. C’è un filone di studi che dimostra come questo sia d’impatto circa l’influenza nella società e nelle decisioni economiche. Pensate che di base l’associazionismo aggrega persone assolutamente diverse tra di loro e in Italia sono più 6,6 milioni di persone che fanno volontariato. C’è anche da dire che le associazioni sono delle scuole o bacini di democrazia – continua Pavolini – dove ci si confronta pur avendo idee diverse e dove si abbraccia uno scopo comune. Far parte di un gruppo che condivide un fine o un obiettivo èsenza dubbio fonte di ricchezza. Settore di sviluppo di servicelocale per un’associazione come quella di un Rotary Club può essere sicuramente la scuola e il settore socio-sanitario”. L’ultimo intervento è stato fatto da Valerio Borzacchini che ha voluto spendere alcune parole sui valori rotariani “Nel Rotary che mi rappresenta ogni singolo socio deve essere coinvolto perché noi siamo nel Rotary e questo implica essere rotariani ossia persone legate da valori fondamentali come l’amicizia, la capacità di fare gruppo e la tolleranza. Il Rotary fa servizio, service, che è diverso dalla carità e dalla beneficenza e una delle sue forze è la continuità, che ha bisogno di essere tramandata, e la capacità di coinvolgere tutti sia internamente che esternamente. Bisogna ritrovare la forza per essere persone in grado di dare gratuitamente alla società, dobbiamo trovare l’energia per intervenire nei settori che hanno bisogno del nostro supporto e soprattutto dobbiamo ritrovare la forza delle idee.”

La conclusione del convegno è stata affidata al Prof. Antonio Pieretti: “ C’è bisogno di ricordare il passato, certamente, ma c’è anche la necessità di tracciare le linee e le prospettive per sapere dove andare e come muoversi. In questo momento di cambiamento radicale il Rotary ha voglia di trasformare in concretezza quello che c’è scritto nell’atto costitutivo, si vuole creare azione”. Un brindisi ai 60 anni del RC di Fabriano, con un aperitivo insieme soci, ospiti e relatori, nel chiostro maggiore di San Domenico, ha concluso con successo la parte seminariale.

Benedetta Gandini

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