’77 L’ANNO CHE RITORNA

Parlare degli anni ’70 nella Conca provoca sempre un certo brivido gelato dietro la schiena. L’ultima volta che ci ho provato era il 2008, in una rassegna sul ’68 organizzata dalla Comunità Montana nella quale mi limitai a presentare un bel libro di Franco Piperno dal titolo  “1968 l’anno che ritorna”. Finì con una mozione di censura del consiglio comunale di Fabriano contro il sottoscritto (erano i tempi dell’amministrazione Sorci ) reo di aver presentato al pubblico un “cosiddetto terrorista”. Franco Piperno oltre che uno splendido intellettuale è oggi un vecchietto mite e sereno, dagli occhi azzurri che lavora alla università della Calabria, con un contratto da associato. La cosa a ripensarci certo fa ridere ma segnala il nervo scoperto di una comunità che, obnubilata da sempre da una percezione democristiana e acritica del mondo, vuole essere rassicurata sui propri stereotipi culturali e morali.

In ogni caso siccome “vulpes pilum mutat non mores” proviamo a riparlare oggi di quegli anni, alla libreria Pandora sabato prossimo 2 dicembre alle ore 17,30. Stavolta l’oggetto sarà il libro di un autore marchigiano Angelo Canaletti (“Pasti marginali” il titolo) con la rocambolesca avventura di due picari marchigiani ex settantasettini che nel maceratese intendono riproporre azioni dimostrative contro il potere e il capitale imperante. Assieme all’autore tenteremo, con Gian Pietro Simonetti, di fare il punto su quegli anni, sulla dimensione sociale della rivolta, sulle responsabilità istituzionali, sulle prospettive culturali e antirepressive che erano in campo.

Lungi dal voler produrre una agiografia, non vi racconteremo una favola, cercheremo di problematizzare e di ricondurre gli eventi alla genesi di quegli anni e di quelle storie. Angelo Canaletti ci aiuterà con la sua narrazione a cogliere gli effetti di senso che provocò lo spirito dei tempi sui caratteri individuali soprattutto in provincia. Gian Pietro Simonetti discuterà con noi del contesto storico e delle responsabilità istituzionali, io vi racconterò di quella università e di quello che vi si studiava dentro.

Perché il ’77 comunque lo si voglia intendere fu anche e soprattutto una grande rivoluzione culturale che rimetteva in causa la figura del padre, il ruolo della donna, il ruolo della ragione nella politica, il senso delle differenze, la distruzione sistematica dei valori borghesi e persino il ruolo della politica nella vita, l’autoritarismo dei partiti. Il situazionismo, la crisi delle certezze, la musica e la rottura dei canoni, il fenomeno dell’autonomia e tante altre cose che oggi sono patrimonio della cultura di massa, come il look, o fenomeni come la crisi del lavoro, o quella peggiore dei partiti popolari erano già in nuce in quegli anni e non smettono di sollecitare l’universo attuale. Allora per capire anche un pezzo dell’oggi non è inutile fare un tuffo nel passato recente per scrutarlo nella cartina di tornasole degli anni ’70 e capire cosa è vivo e cosa è morto di quelle esperienze. Vi aspettiamo per parlarne da Pandora sabato prossimo alle 17,30

Alessandro Cartoni

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